November 14, 2008

C’ho la mamma multimediale!!!

Category: Linux — Tags: , , , — Mario Pazzona @ 6:23 pm
Molti sostengono che Linux non sia user-friendly. Lasciando stare il fatto che Linux sa scegliere le proprie amicizie, i problemi di solito derivano da una fossilizzazione psichica sulla disposizione di ogni minimo particolare su Windows:
Oddio, dov’è la cartella Documenti? E il pannello di controllo? E posso installare Pro Evolution Soccer piratato?
Il caso ha voluto che mia madre, che litiga ancora con il videoregistratore per impostarlo in partenza differita, mi chiedesse di procurarle un vecchio computer portatile, con il quale rivedere le foto, masterizzarle e poterle scambiare cosi con le amiche.
Sempre il caso mi ha fatto cadere fra le mani un gioiellino vecchissimo di Asus, un pentium III con soli 192 mb di ram e circa 20 gb di hard disk.
A quel punto, dato che mamma non ha particolari esigenze e di computer non sa assolutamente nulla, sorgeva il problema di metterla davanti a qualcosa di semplice, che non le complicasse la vita, magari in italiano, privo di fronzoli e leggero.
Dopo una settimana di smanettamenti vari, niente di complicato per carità, ho sfornato quello che reputo un gioiellino: design raffinato, semplicità di utilizzo, consumo limitato di risorse.
In pratica ho preso Zenwalk Linux 5.2, ho levato tutto, persino le icone dal desktop sostituendole con una barra in stile MAC OS, installato solo software utili per mia madre, dalla rimozione occhi rossi all’aiuto per la stampa fotografica, e fatto in modo che non abbia accesso a niente che non sia comprensibile ed essenziale. Il risultato grafico lo vedete qui sotto:
Poi, giusto per dilettarmi e imparare qualcosa di nuovo, ho messo un pò di giochini stupidi, facendo in modo che fossero tutti accessibili da un’unica e comoda schermata di selezione:
In pratica ho ripreso è adattato alle mie esigenze uno script tramite il quale lavora il TinyControlCenter di TinyMe 2008 (altra distro Linux minimalista). L’idea non è male, peccato che l’abbia fatto da ignorante, senza conoscere le basi del linguaggio utilizzato per crearla, altrimenti ci si poteva davvero divertire…
Adesso devo solo attendere che mamma metta alla prova la mia creazione, cosi da corroborare la mia tesi che anche Linux è semplice, a patto di applicare alla mente umana il principio della tabula rasa. Vi farò sapere come và….
Nel frattempo vi mostro altre due immagini della creatura… Ciao!

November 13, 2008

E vai con il lifting!

Category: Linux — Tags: , , , , — Mario Pazzona @ 4:30 pm
A tutti capita di avere vecchie foto ingiallite, ricordi di momenti lontani che si cerca di preservare come cimeli da mostrare ai propri discendenti.Non a tutti capita che la foto, oltre che ingiallita, sia macchiata dalla muffa. Purtroppo ad essere nato e cresciuto in un’umida casa di “Sassari Vecciu” non si rischia solo di agevolare i reumatismi, ma anche di impuzzare i libri e ammuffire le foto. Non ci credete? Beh, qui sotto c’è la prova materiale che non dico fesserie:

Nella foto qui sopra, risalente più o meno ai primi anni ‘80, io sono quello piccolo in basso, in mezzo alla muffa. A dir la verità il più colpito è mio fratello, che è quello accanto con la gamba fottuta, ma vi assicuro che a tutto zoom anche io non scherzavo…

Da tempo avevo promesso a mamma di sistemare il possibile, cercando di far da me con l’unico programma di fotoritocco che conosco e che nomino spesso in questo blog: The GIMP.

Valido prodotto open source, utilizzato da professionisti della grafica per i loro lavori migliori, nelle mie mani questo software diventa un inutile accrocchio di potentissimi strumenti di cui non capisco lo scopo e l’utilizzo. Anche perché ho la cronica allergia ai manuali e non mi va di acculturarmi, ma di andare per tentativi, d’altronde anche la scimmia per diventare homo è andata avanti per tentativi, mica leggendo manuali!

Prima di tutto ho provveduto a riportare il colore all’originale, perchè il cielo è giallo solo se la sera prima sei stato ai Vitelloni, a bere fino a tardi. Sfruttando alcuni strumenti del programma, utili a clonare parti di immagine e a riprodurle, ho ricostruito interamente le parti dei vestiti di mia madre, di mia sorella e qualcosa anche del mio vestitino. Per mio fratello invece non c’è stato nulla da fare: ho dovuto ricorrere alla completa ricostruzione dell’arto (azz.. sembro un famoso chirurgo in conferenza stampa), disegnando tutto a mano e devo dire che si vede, perché oggettivamente è una cagata…

Risultato:

1) Il mio fotografo di fiducia, dal quale ho fatto stampare il mio prodotto, ha cercato di consolarmi dicendo che oggettivamente era impossibile salvare tutto… Lo pago, è normale che non possa dirmi che ho fatto una cagata;

2) Mia madre ha fatto una faccia strana. E’ vero che non ci sono più le macchie di muffa, ma è anche vero che se ci si sofferma a guardare la parte bassa della foto sembra di guardare un fumetto a colori di “Remì e le sue avventure”…

Il risultato è esposto qui sotto:

La conclusione di tutto è la seguente:

Le scimmie non hanno letto un manuale per trasformarsi in uomini, ma non hanno neanche tentato di manovrare un’autobus per andare dall’altra parte della giungla…

E’ proprio vero l’adagio popolare: a ognuno l’arte sua…

In ogni caso, se avete più neuroni applicabili alla grafica, di quelli di cui dispongo io, vi consiglio vivamente di provare questo splendido programma, che è gratuito e gira su qualunque sistema operativo.

Pensate se avessi speso più di 1000 € per comprare Photoshop CS3 e poi avessi scoperto che non sono capace di usarlo :D

November 12, 2008

Anche Hulk era padano?

Category: My Life — Tags: , , , , , — Mario Pazzona @ 7:07 pm
Oggi ho saputo da mia moglie che dobbiamo assolutamente comprare una scala più grande, visto che ci tocca pulire le plafoniere e cambiare le tende. Purtroppo la scaletta che abbiamo non è sufficiente allo scopo. Soli tre gradini. Con soli tre gradini al giorno d’oggi non si fa nulla. Possibile?
C’è invece qualcuno, un sognatore incallito, un idealista, o roba simile, che con una scaletta accresce la voglia di autonomia e libertà dell’aspirante Stato Padano.
Dovete sapere che tra le curve delle strade provinciali della Barbagia le onde radio fanno i capricci. Fortuna che arriva Radio DUE, ma per il resto solo radio locali, l’mmancabile predica di Radio Maria e per concludere in bellezza RADIO PADANIA LIBERA…
L’Italia è bella perchè tutti hanno la libertà di pensarla come vogliono, di bestemmiare liberamente in radio contro tutti gli extracomunitari del mondo, anche contro gli extraterrestri, persino di risvegliare i sentimenti del patriottico padano con la musica.
Ed ecco che con la scaletta ti costruiscono niente meno che la Padania: si parte con “La terra dei cachi” di Elio e le storie tese. All’inizio penso che li passino solo perchè sono milanesi. Poi mi accorgo che sono poco attento, visto che la canzone, letta in altra ottica, serve a mostrare i peggiori difetti, seppur ironicamente, dell’Italica patria.
Segue la canzone di quella sconosciuta che cantava “dammi tre parole: sole, cuore, amore”. Ai tempi alle tre parole sostituivo le peggiori cose, qui hanno sostituito l’intera canzone, passandola nella versione dialettale, anche se cantata dalla stessa tipa. Una cosa oscena, quasi quanto le suonate di organetto che passano su Radio Barbagia.
Peccato che il peggio debba ancora arrivare: il terzo pezzo in scaletta è “il vento del nord” dei Nomadi.
Ora non so quale vento abbiano sentito questi signori. Di sicuro tra le meccaniche del mondo e i templi di Bombay difficilmente si trova un padano. E tra l’altro se si fossero informati prima, avrebbero saputo che il vento del nord era un’espressione che veniva usata nei primi anni successivi alla
Liberazione, per indicare la spinta al cambiamento che veniva dai
politici che al Nord avevano dovuto subire e combattere il fascismo
fino all´ultimo. (fonte http://scandinaria.blog.com/396098)
Insomma, padani erano padani, ma di sicuro non proprio separatisti, altrimenti che mazza ci stavano a fare nel C.N.L.?
Ergo: la mia scaletta, seppur con soli tre gradini è più utile della scaletta di Radio Padania. Non sarà utile per raggiungere le plafoniere ma di sicuro, essendo un arnese non ideologizzato, non propone idiozie ma solo solide realtà empiricamente rilevabili.
Però potrei mettere una falce ed un martello sulla scaletta, li si che cambierebbe tutto.
E da sopra quella scaletta potrei incitare i Barbaricini alla secessione!
In fondo il termine Barbagia deriva dal termine barbari.
I Barbari venivano dal Nord.
La Padania è al nord.
Anche i Barbaricini sono Padani!
Devo assolutamente far cambiare il nome di Radio Barbagia… D’ora in avanti sarà RADIO BARBAGIA LIBERA!
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